Per prima cosa: non iniziai qualcosa...

 

Per prima cosa: non iniziai qualcosa
mai
sapendone di certo il risultato
o solo presumendolo.
L’occasione, la cosa, se viene presa in tempo di per sé
va, entro sé si conclude,
ogni attimo consuma che le è dato.
Diversi modi, risultati diversi
ottengono.
Dell’anima che ho i moti intendo, che del corpo
soddisfatta mai resta,
che m’arresta ogni sentirmi intero, che
petulante
le passate passioni, i comportamenti
istrioni
prima comprime in un limbo
di dimenticanza forzata
e poi me li esplode contro, deflagrando
nei momenti che vuole
facendomi dolere, strappando fiori
dalle aiuole del mio giardino,
che nessuno, neppure tu,
volontaria calpesti.
Potresti allora andartene, ma non si può,
rimanere bisogna nel disagio.

Sui rattoppati muri lo stesso colore
muta natura e luce, produce ombre
diverse,
così i pensieri.
Stasera mesti, senza ragione che rammenti,
sorgono.
Necessità mi invade di silenzio.
L’assenzio della mia mente bevo
lentamente
e l’amaro inonda di se stesso il mondo
quello mio quotidiano.

Sommesso attendo e il tempo e la stagione
e la ragione del perché sia stato.
Del come e del perché tutto è passato.

Canto d'inverno. Mia ultima stagione