Ridicola stagione...

 

Ridicola stagione.
Quanto più sai men conta.
I tentativi, i sogni, il delirare
erano solo ieri,
innamorarsi solo un attimo fa.
Tutto già fu, già è stato.
Il recente passato ti guarda vuoto,
sull’orlo di inutili ripetizioni di giorni
che ti vengono incontro
come ricreazioni rivisitate fra lezioni
disimparate.
L’estate, che con qualche segreta malìa
non ti ha fatto pensare,
è passata
ed ora il lievissimo mormorare delle foglie
che vanno giù
circonda i tuoi sostare.
Ricordare, dimenticare.
Ricordare di dimenticare.
Una farneticazione
che non produce azione, né passione
alcuna
solo una confusione
di idee, di tremori di carne,
di sensazioni
ognuna senza nome, rinchiuse
in polverosi vocabolari
dimenticati a scuola.
Zappando un’aiuola, rimettendo
i fiori in serra,
avvicinando il viso alla terra
m’accorgo di non poterne più.
C’è chi mira alla vita eterna
e allunga la sua
con pillole e pozioni e tira e cuce
la pelle
e la lucida e stira.
Ammira la mia giovinezza
dice.
Io taccio, controluce, ormai che è sera
e vado ricordando
a sprazzi.
I ragazzi che fummo invoco.
Come se mi illudessi possibile
un ultimo gioco.

Canto d'inverno. Mia ultima stagione